MASSIMILIANO ROSOLINO



Data di nascita 11 luglio 1978
Luogo Napoli
Genitori Padre napoletano
Madre australiana
Altezza 192 cm
Peso Forma 82 kg
Società di appartenenza Larus Nuoto
Allenatore Ian Pope
Specialità 400 stile e 200 misti


LA SUA VITA


Vi volevo raccontare brevemente com'è nata la sua grande passione per il nuoto.
Sin da piccolo ha sempre passato molto tempo in acqua, prima per fare il bagnetto con la mamma, poi per andare al mare ed infine l'amore più grande, quello per le piscine.
Ha imparato a galleggiare per puro caso, all'età di 4 anni, invece di fare il bagno in piscina con i soliti braccioli hanno preferito dargli una tavoletta, peccato che fosse bucata e quando finalmente è uscito dalla piccola e profonda vasca la tavoletta è affondata...
Il primo corso di nuoto vero e proprio l'ha fatto a sei anni, e così brevemente corso dopo corso è giunto a quello della preagonistica. Ha sempre avuto vita difficile, nonostante fisicamente fosse dotato ha sempre lottato per essere il numero uno; ed anche se ha vinto tante gare, ricorda ogni gara con emozione, i primi campionati regionali, gli italiani, gli europei giovanili e i tanti mal di pancia che ha passato prima di arrivare ad oggi.
Nel nuoto devi mettere a frutto anni di km di allenamento in pochi minuti. Per far questo ci vuole grande voglia di vincere, anche se non siamo ad una partita di calcio il vinto nel nuoto è comunque lo sconfitto, e lui non ama rivedersi quando non raggiunge il gradino più alto del podio.
Lo sport gli ha sempre dato molto, in un modo di vivere che se preso con lo spirito giusto non può far altro che portare benefici. A lui ne ha portati veramente tanti, in particolare negli ultimi tre anni, quando da "eterno secondo" ha vinto tutto quello che c'era da vincere, dagli europei in vasca corta a quelli in lunga, fino ai giochi di Sidney per riconfermarsi ai mondiali in Giappone, affrontando il tutto in maniera molto semplice, talmente naturale che a volte quando ci ripensa gli mette più tensione della gara stessa. È proprio grazie a tutto questo che è diventato non solo un campione ma soprattutto uomo.
Si considera un vero sportivo e come tale crede nei sacrifici che bisogna affrontare per arrivare ad un traguardo. Nel suo caso questi ultimi sono sempre stati molto grandi, solo all'età di 10 anni durante una riunione con la squadra l'allenatore li ha chiesto quale fosse il loro sogno nel cassetto, e senza dubbi, ed anche se allora non era neanche il più forte del suo gruppo, ha detto che un giorno avrebbe gareggiato ai giochi olimpici. Lui disse che il vero sportivo è anche quello che dopo un grande traguardo, anche il più grande, riesce a trovare altri stimoli, magari partendo da obiettivi più piccoli per migliorare passo dopo passo, tutto questo principalmente per una soddisfazione personale che appaga ogni goccia di sudore versata.
Nel '96 dopo aver disputato più di una finale olimpica è tornato a casa quasi insoddisfatto perchè voleva di più, nonostante avesse migliorato in maniera netta ogni sua prestazione voleva tornare a casa con un souvenir.
Aveva un quadriennio per poter costruire, potenziare e collaudare la sua "macchina". Certe volte preparare un'appuntamento importante diventa così faticoso che lo stress pre gara diventa quasi un piacere per lui. Ai giochi di Sidney ricorda ancora il suo primo giorno di gare, che spesso è quello più duro, perchè è li dove gli viene qualche dubbio su tutto quello che ha fatto, e si chiede se ha fatto veramente il possibile per arrivare in forma all'appuntamento che non sempre ricapita nella vita di un'atleta. Quel girno non aveva nessun rimorso, sapeva di non poter star meglio. Al mattino in batteria anche se non partiva da favorito sapeva che sarebbe stato un protagonista. Per lui è stato bellissimo salire sul blocchetto e vedere con la coda dell'occhio 15.000 persone, in quel momento si è detto "occhio, ci sono anch'io", sin dal primo metro si sentiva un toro, ed ha condotto la gara con lucidità, sapeva di essere veloce e che questo era solo l'inizio della favola. Il pomeriggio, mentre riposava era tranquillo, aveva il secondo tempo e aveva intenzione di portare a casa la medaglia d'argento. Detto, fatto. In quei casi non riesce veramente a capire come si faccia a rimanere impassibili, lui si è limitato ad alzare il braccio e ad urlare, sembrava quasi avesse vinto lui la gara. Durante i 200 misti, negli ultimi 20 metri già immaginava quello che da tempo era solo un sogno, saltare fuori dall'acqua, salire sul blocchetto, e gustarsi quei pochi minuti tutti suoi, non sapendo se urlare, piangere o correre per salutare tutti, così ha fatto tutte tre le cose.
Sono queste le cose che unite al momento della premiazione, ricorda e che in ogni momento duro di sconforto gli danno l'energia per sorridere ed essere ottimista.


DOMENICO FIORAVANTI



Data di nascita 31 maggio 1977
Luogo di nascita Novara
Altezza 186 cm
Peso Forma 76 kg
Stato civile celibe
Società di appartentenza Fiamme Gialle - Nuoto Club Verona
Allenatore Alberto Castagnetti
Specialità 100 e 200 rana




LA SUA VITA


Domenico cominciò a praticare nuoto a 7 anni perchè il suo corpo era gracile e gli dava fastidio l'acqua, ma con l'impegno e la volontà, è riuscito a raggiungere il podio delle olimpiadi.
I suoi Hobby sono la musica e la pesca.
Il babbo, ex-ferroviere, chiedeva permessi per accompagnare Domenico agli allenamenti a Milano, a Busto Arsizio, a Biella ed a Cilavegna.
Il padre lo rassicurava e dopo un anno di allenamenti, incominciò a credere nelle sue capacità.
A 10 anni cominciò ad allenarsi tutti i giorni. Nel paese dove da piccolo Domenico si allenava, quando ha vinto il primo oro a Sydney, c'è stato un boom di ragazza e ragazze che nuotavano con grande grinta.
A Trecate è stato una leggenda del nuoto ed è facile sognare di diventare un Domenico Fioravanti.

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